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A differenza di quanto possiamo pensare il digitale
richiede maggiore capacità elaborativa dell'analogico
ed è proprio per questo che arriva... dopo
l'analogico. Se ha impiegato oltre cinquanta anni
prima di fare la sua comparsa nell'elettronica
e oltre 70 anni nell'elettronica di consumo oggi
il digitale ha sostituito quasi ovunque l'analogico
e non solo. Sistemi meccanici e addirittura biologici
sono oggi in parte trasformati dal digitale. Moltissimi
oggetti intorno a noi o hanno componenti digitali
o sono stati realizzati grazie a sistemi digitali,
difficile trovare eccezioni. E proprio questa pervasività che
caratterizza oggi il digitale ce lo fa scomparire
dalla percezione. Digitale significa tante cose,
ma soprattutto significa rappresentazione con dei
numeri. E i numeri si assomigliano tutti, siano
questi usati per rappresentare immagini, suoni,
movimenti... sensazioni.
È proprio questa caratteristica di uniformità a
rendere possibile una delle meraviglie, appena appena
sfruttate, della comunicazione multimediale. La relazione
utilizzerà come esempio un oggetto che tutti
hanno almeno visto, se non utilizzato: la macchina
fotografica...digitale. Si tratta di uno strumento
che trasforma in numeri un’immagine (e spesso
anche dei suoni e dei movimenti), numeri che in seguito
potranno essere trasformati in stampe o in immagini
su televisore. Non tutti, però, sono a conoscenze
delle mille altre cose che è possibile fare
con i dati numerici che ci fornisce la macchina fotografica
digitale. E questa sarà la scoperta riservata
al pubblico, un viaggio attraverso righe fatte di
0 e di 1 che quasi magicamente si trasformano in
tante altre cose...
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Gian
Paolo Caprettini
Gian Paolo Caprettini ha iniziato la sua carriera universitaria
nel 1971 come linguista e filologo; dal 1975 al
'98 è stato professore di Semiologia
nell'Università di Torino. Ha partecipato al
progetto e alla realizzazione dell'Enciclopedia Einaudi
(1977-82) e all'istituzione del corso di laurea in
Scienze della Comunicazione (1988-92); ha ideato e
dirige Extracampus, la tv dell'Università di
Torino. Ora insegna Semiologia del cinema e della
televisione presso il Dams; i suoi volumi più recenti
sono: Colpi di testo (ETS 2005) e Semiotiche al cinema
(Mondadori Università 2006). |
Roberto Saracco
Roberto Saracco si è diplomato in Scienze dell'Informazione
ed ha conseguito la laurea in Matematica presso l’Università di
Torino. All'inizio della sua attività professionale,
iniziata in CSELT nel 1971, ha contribuito alla progettazione
e realizzazione della prima centrale numerica in Italia
negli anni ‘70. Negli anni ‘80 e ‘90
ha operato nei settori dei linguaggi formali e della
ricerca su aspetti di gestione della rete. Continuo
l'impegno in progetti di ricerca cooperativi in ambito
europeo dove ha avuto responsabilità di pianificazione
strategica dei filoni di ricerca nell'ambito di Eurescom
e della EU. È Senior Member dell'IEEE Communications
Society (Comsoc) di cui è Vice Presidente con
responsabilità sulle Sister Society Relationship.
Da marzo 2001 è responsabile del Future Centre
di Venezia, un’area di TILAB dedicata alla ricerca
e allo studio sull’impatto economico dell’evoluzione
tecnologica e allo sviluppo di scenari di mercato a
uno, tre cinque anni. È attualmente responsabile
dell’area Foresight and Scientific Communications
di TILAB. |
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